Sfida 1: Comunicazione e facilitazione linguistica con le famiglie

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      anna.bartolianna.bartoli
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      IDEA 1: CREARE GRUPPI D’ INCONTRO PER FAMIGLIE STRANIERE E NON, PER AUTO MUTUO AIUTO (PEER TO PEER)
      Protocollo d’intervento 1
      COSA Quali solo le caratteristiche che intendo testare? Quali insegnamenti si intendono trarre?
      – Empowerment delle famiglie straniere nel farsi promotrici di percorsi di inclusione
      – Capacità di coinvolgimento delle famiglie straniere
      – capacità di riunire più culture seppur differenti ad un unico obiettivo ovvero la capacità di aiutare e farsi aiutare da chi in un primo impatto consideri “diverso” attraverso la condivisione
      DOVE In quale contesto sarebbe meglio la sperimentazione avvenisse?
      – In ambito scolastico, con la collaborazione delle scuole
      – In ambito delle associazioni esistenti nel territorio
      – Possibilità di sperimentare anche alcuni incontri su Meet (riflettere su questa possibilità: organizzare da gennaio incontri informativi su procedure, bonus etc)
      CHI Chi dovrebbe essere invitato a partecipare alla sperimentazione? Quanti dovrebbero essere i partecipanti?
      – Famiglie alunni stranieri, mediatori/trici, facilitatori/trici, educatori/trici, docenti, assistenti sociali, autorità locali
      QUANDO Quanto dovrebbe durare la sperimentazione?
      – Un anno
      COME Quali sono i ruoli dei membri del social lab nel corso del processo?
      – Scuole
      – Enti locali
      – Associazioni di stranieri
      – Figure professionali: mediatori/trici, facilitatori/trici

      IDEA 2: COMUNICAZIONI BILINGUE CON LE FAMIGLIE STRANIERE (soprattutto alla luce del periodo di emergenza COVID) e PRODUZIONE DI MATERIALE INFORMATIVO
      Protocollo d’intervento 2
      COSA Quali solo le caratteristiche che intendo testare? Quali insegnamenti si intendono trarre?
      Migliorare la comunicazione ufficiale tra scuola e famiglie; far accrescere un clima di collaborazione fornendo elementi utili e spiegando regolamenti e leggi
      DOVE In quale contesto sarebbe meglio la sperimentazione avvenisse?
      Lavoro congiunto tra gli Istituti del territorio per individuare i documenti comuni, le lingue necessarie e le modalità di diffusione. Per quest’ultimo tema coinvolgere l’Unione dei Comuni e i singoli comuni
      CHI Chi dovrebbe essere invitato a partecipare alla sperimentazione? Quanti dovrebbero essere i partecipanti?
      Un referente scolastico per ogni istituto coinvolto, un referente dell’amministrazione coinvolta, il referente Oxfam e le mediatrici linguistico culturali
      QUANDO Quanto dovrebbe durare la sperimentazione?
      – Dic I INCONTRO per individuazione dei documenti e rielaborazione di materiali condivisi
      – Gen II INCONTRO coinvolgimento MLC e traduzioni
      – Feb III INCONTRO personalizzazione e diffusione dei materiali-
      COME Quali sono i ruoli dei membri del social lab nel corso del processo?
      Ogni membro del Socia Lab in un primo momento può segnalare documenti importanti, nella fase di elaborazione poi parteciperanno le persone individuate dagli istituti, dagli enti e da Oxfam

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